Le Lame del Conte

Origini di un nome

Una delle cose più complicate, da sempre, è dare il giusto nome alla giusta cosa.

Alla fondazione del gruppo, l’intera Assemblea si ritrovò impantanata in questa difficile mansione. Il nome doveva racchiudere due priorità, se non antipodali, di sicuro non facili da conciliare: da una parte doveva rispecchiare quella ricerca al rigore, storico e metodologico, che il gruppo tenta di attuare in ogni sua parte; dall’altra tuttavia doveva risultare un nome semplice e concreto, vicino all’esperienza di un pubblico di non specialisti. Questo è stato possibile richiamandosi ad un concetto, la Compagnia di Ventura, quella particolare forma di associazione militare ed economica che muove i suoi primi passi, in Italia, attorno agli anni centrali del 1300.

Solo un concetto, dunque, bastava a definirci? No, molto di più era necessario: le Lame, la compagnia di ardimentosi soldati , sarebbero altrimenti parse solo un romantico richiamo ad un medioevo stereotipato, di dame schive e cavalieri cortesi.
Per non scadere in questa visione scadente e banalissima, presentata già -purtroppo- da troppe parti, serviva una figura storica che, con la sua carica di individualità umana, fornisse un preciso punto di svolta.

L’uomo della svolta fu ritrovato, dopo alcune ricerche incrociate, nel condottiero Francesco Bussone, meglio noto come il Conte di Carmagnola.
Questa figura storica eminentissima, resa ancora più celebre dalla tragedia del Manzoni “Il Conte di Carmagnola”, ci veniva incontro con la sua vita e la sua storia.
Capitano generale della signoria viscontea di Milano, membro d’adozione della famiglia ducale, poi fuggiasco a Venezia nel 1427; grazie alle sue capacità riesce a scalare in un quinquennio la piramide di comando della Serenissima fino a giungerne all’apogeo. Finirà purtroppo molto male, nel 1432, decapitato a Venezia tra le colonne di San Marco e san Todero, la posizione dedicata al supplizio dei criminali colpevoli di alto tradimento.

La sua vita complessa, piena momenti di massima alacrità ma anche di punti morti, di incredibili accelerate e brusche frenate, di momenti di gloria e di caduta, fino alla sua tragica fine, hanno dato ispirazione al gruppo.

Le Lame del Conte hanno quindi deciso di prendere in carico proprio il periodo da lui passato tra gli eserciti della serenissima per ambientare puntualmente la loro attività.
L’uomo ci venne incontro anche nella realizzazione del nostro simbolo.
La sua continua guerra tra poli opposti, Visconti e Venezia, Ambizione e Obbedienza, evidenti soprattutto nel suo soggiorno veneziano, ci hanno ispirato nel dotarci del Leone, simbolo di San Marco, reggente lo scudo bipartito: da una parte, le insegne di Carmagnola, paese d’origine; dall’altra il Biscione, simbolo dei Visconti e di Milano.
Scudo che, seppur sovrastato dalla presenza del Leone, sta a significare il singolo: Francesco Bussone, Conte di Carmagnola.